Siracusa

“..Siracusa è la più grande città greca, e la più bella di tutte…. bellissima da qualsiasi direzione vi si arrivi, sia per terra che per mare …”. Se volete verificare di persona ciò che Cicerone scrisse duemila anni fa, partite e traete personali conclusioni con i vostri stessi occhi. Sono trascorsi millenni ma Siracusa ha mantenuto il suo innegabile fascino. A confermarlo sono proprio i turisti curiosi che ogni anno fanno capolino qui e rimangono senza parole di fronte a questa perla affacciata sulla costa sud-orientale della Sicilia. Città, non a caso, raccontata da scrittori e poeti e tra le più amate dai visitatori provenienti da tutto il mondo perché in grado di offrire agli appassionati di storia e filosofia, di arte o di archeologia e ad ognuno di noi, un indimenticabile viaggio tra antica Grecia e Barocco. 
 
Vestitevi comodi perché vi aspetta una lunga giornata ai bordi della città: andiamo al Parco della Neapolis, uno dei siti archeologici di maggior interesse in Italia, una delle attrattive turistiche di maggior rilievo proprio per i resti archeologici che hanno dato notorietà a Siracusa nel mondo. 
 
Scavato nella roccia, il più grande teatro della civiltà greca: il teatro greco dove furono rappresentate le tragedie immortali di Eschilo e dove, ancora oggi, ad assistere a rappresentazioni classiche vi sono 15.000 spettatori grazie ai suoi 61 ordini di gradini. Il percorso continua alla ricerche delle più importanti testimonianze del periodo classico, ecco l’Ara di Ierone II, tempio dedicato a Zeus dove si compivano i sacrifici cerimoniali e dove i Re oppressori come Dionisio fecero scavare delle prigioni nella roccia: le latomie. La più suggestiva è stata definita dal Caravaggio proprio “Orecchio di Dionisio”: testate la magica acustica che un tempo permetteva di captare anche il minimo bisbiglio dei detenuti, ma attenzione a non farvi sentire dal tiranno che ascolta i vostri discorsi!
 
E’ ora di lasciare Siracusa antica, non sarà semplice tornare alla realtà, quindi prendete tempo e  godetevi una breve pausa, ne avrete bisogno anche per rigenerarvi dal caldo più o meno afoso che accompagna la maggior parte dei mesi dell’anno in Sicilia, sedetevi e ordinate un buon bicchiere di latte di mandorla, una granita alla mandorla e, perché no, dei biscotti alla mandorla. E’ chiaro quindi che la regina indiscussa nella zona di Siracusa, così importante da guadagnarsi il primato in tutto il mondo, è proprio una particolare varietà di mandorla: non una a caso, ma la “Mandorla Pizzuta d’Avola”. Dopo una pausa golosa e dissentante avrete le energie necessarie per ripartire verso Siracusa. Mentre viaggiate verso il centro della città abbiamo abbastanza tempo per citarvi un'altra opera d’arte siciliana a cui la vicina Avola, deve la sua notorietà: il buonissimo vino “nero d’Avola” prodotto nella sua terra di origine e famoso in tutto il mondo. Ora non vi resta che attendere l’ora di pranzo per gustarlo.
 
Nel frattempo siamo arrivati nel centro di Siracusa. Nella Siracusa moderna, con accesso dalla chiesa di San Giovanni, si possono visitare le catacombe. Proseguite poi verso il museo regionale archeologico, il più grande museo siciliano che custodisce reperti preistorici e del periodo greco-romano e pezzi di pregio come la Venere Landolina e una statua in pietra calcarea. Se siete interessati, presso il palazzo medievale Bellomo, si può visitare la galleria regionale di arte e pittura.
 
Ora godetevi la pausa pranzo prima di raggiungere il ponte che vi condurrà verso la parte antica e incantata della città. Il menù offre eccellenti piatti dai profumi e sapori intensi e, ovviamente, dopo aver precedentemente pregustato un bicchiere di eccellente nero d’Avola, è ora di accompagnarlo alla vostra scelta culinaria. Se non vi basta, la carta dei vini è variegata, come quella dei dolci d’altronde, ma se volete un consiglio, concludete il vostro pranzo con il tradizionale semifreddo siracusano, il “biancomangiare”, ovviamente a base di mandorla.
 
Salutate Siracusa moderna, dirigetevi verso il ponte che collega la terraferma all’isola di Ortigia, un gioiello affacciato sul mar Jonio. Il suo borgo impreziosito da marmo dei palazzi settecenteschi, dalle facciate classiche ed eleganti, ha la capacità di far innamorare chiunque vada a farle un saluto. Raggiungete la lunga e stretta piazza Duomo che si può definire la più bella di tutta la Sicilia. Quando il sole illumina la pietra chiara della facciata e della pavimentazione, la sua luce diventa così luminosa da diventare quasi accecante. Rimarrete affascinati dall’imponente facciata barocca ornata di colonne e non vorrete più andare via. Ma dietro al Duomo si nasconde un altro pezzo di storia: il Tempio di Atena con le sue colonne doriche perfettamente conservate. Ora allontanatevi e raggiungete il lungomare… Proprio sotto di voi, il luogo più magico della città, un tesoro nascosto che si chiama Fonte Aretusa. Dedicata alla ninfa Aretusa, che secondo la mitologia era oggetto d’amore di Alfeo, nasce da una sorgente d’acqua dolce formando una vasca piena di pesci e decorazioni verdeggianti in cui cresce spontaneamente il papiro, unico papireto selvatico di tutta Europa, e per questo gli anziani Siracusani la chiamano affettuosamente "a funtana re papiri".
 
La fonte dal fascino indiscusso ha conquistato non solo voi che, guardate a “bocca aperta” mentre dietro ai monti Iblei il sole tramonta all’orizzonte, ma anche scrittori e poeti che lasciano chiara testimonianza della magia di Ortigia e della sua fonte già in antichità: “Giace della Sicania al golfo avanti un'isoletta che a Plemmirio ondoso è posta incontro, e dagli antichi è detta per nome Ortigia. A quest'isola è fama, che per vie sotto il mare il greco Alfeo vien, da Doride intatto, infin d'Arcadia per bocca d'Aretusa a mescolarsi con l'onde di Sicilia…”
 

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96100 SIRACUSA (Siracusa)

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