Fontana del Nettuno

La fontana del Nettuno è la seconda fontana monumentale realizzata a Messina dallo scultore toscano Giovanni Angelo Montorsoli e stretto collaboratore di Michelangelo dopo la nota Fontana di Orione. 
 
La prima opera fu talmente gradita da conferire un secondo incarico al Montorsoli, così la fontana del Nettuno fu completata nel 1557 e originariamente collocata di fronte alla Palazzata sulle banchine del porto, nei pressi del Municipio, con le spalle rivolte al mare, probabilmente per simboleggiare il dio Nettuno che offre la ricchezza del suo mare alla città. Durante i bombardamenti borbonici, fu danneggiata: l'originale della statua del Nettuno rimase sino al 1908 - anno del noto terremoto - all'interno della chiesa di S. Maria degli Alemanni e, successivamente, spostata presso il Museo Regionale di Messina. Al contrario della fontana di Orione, che venne danneggiata dal terremoto, il complesso del Nettuno rimase pressoché integro.
 
Nel 1934 la fontana fu trasferita in piazza Unità d'Italia, per volere del prefetto Michele Adinolfi a ornamento della piazza antistante il palazzo della Prefettura e rivolta verso il mare.
 
L'intero complesso monumentale del Nettuno esprime lo stile dell'autore preso dal Michelangelo. Il dio Nettuno, come appena sorto dalle acque, calmo e invincibile, brandisce il suo temibile tridente e tiene incatenate ai suoi piedi le mostruose Scilla e Cariddi; è un'allegoria della forza fisica e morale della Città che doma le avversità. Rappresenta il buon governo, ai lati del Nettuno in basso si trovano i due mostri sconfitti: Scilla e Cariddi.
 
Delle tre più importanti e belle fontane monumentali dedicate a Nettuno, quella di Messina è la più antica, completata nel 1557 rispetto a quella del Nettuno a Bologna del 1566 e del Nettuno di Bartolomeo Ammannati a Firenze  1577.
 
                

indirizzi e Recapiti


98121 MESSINA (Messina)

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