Taormina - Teatro greco

Il monumento è il secondo per grandezza, dopo Siracusa, dei teatri classici dell’antichità siti in Sicilia. Il diametro esterno era di 109 m con un’orchestra di 35 m. Costruito in epoca ellenistica (sec. III a.C.), fu quasi interamente rifatto in età romana (forse sec. II d.C.), quando venne trasformato in anfiteatro per i combattimenti dei gladiatori. La cavea, formata da nove cunei di gradinate e coronata in alto da un doppio portico su colonne, fu ricavata nella concavità naturale di un poggio. La scena, di cui restano imponenti ruderi, aveva un prospetto a colonne e nicchie (le colonne visibili sono però dovute a un restauro ottocentesco); la sua parete di fondo presenta al centro una grossa fenditura che mostra, quasi fosse un perfetto fondale scenico, la baia di Schisò con l'Etna. Dall'alto della cavea, e meglio ancora dalle terrazze che sovrastano la scena, si gode una vista, tra le più celebri di Sicilia, sulla costa fino alla Calabria, la massa gigantesca dell'Etna e il monte Mola con una cascata di case e ville. Sul fianco Est della Cavea sono gli avanzi di un tempietto e, poco distante, un piccolo Antiquarium che raccoglie frammenti provenienti da monumenti taorminesi. Notevoli un torso di Apollo acefalo di età ellenistica, un sarcofago romano con rappresentazione bacchica, tavole marmoree, epigrafi votive greche del I secolo per il culto di Demetra e Kore.

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TAORMINA (Messina)

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