Castello Ursino

Al centro della Piazza Federico di Svevia si innalza il Castello Ursino, che fu sede del parlamento siciliano; l’imperatore Federico II di Svevia lo fece costruire tra il 1239 e il 1250. In diverse occasioni, in età aragonese, Alfonso V, detto il magnanimo, lo utilizzò come residenza durante le sue permanenze catanesi.
 
Punto di forza delle difese della costa orientale della Sicilia contro i pirati saraceni, Castello Ursino deriverebbe, infatti, da “Castrum Sinus” cioè castello del golfo. Nel 1669 il castello fu circondato dalla lava e a partire dal XVII secolo e fino al 1931 fu utilizzato come carcere. Recenti lavori di restauro hanno permesso di mettere in luce, liberandole dai banchi di lava dell’eruzione del 1669, le scarpate tronco-coniche che stanno alla base dei torrioni circolari e porzioni delle mura di Carlo V. Sul portale della corte del lato meridionale del castello sono incise alcune scritte dei carcerati. A pianta quadrata l’edificio presenta muri di spessore pari a due metri. Presenta agli angoli quattro torrioni cilindrici, alti 30 m, e torri emicilindriche. Il rigoroso schema geometrico di questo Castello ha un’alta valenza simbolica ed è emblematico del razionalismo architettonico svevo.
 
L’ingresso al maniero, che si apre nel prospetto principale, si colloca uno stemma che raffigura un’aquila sveva che cattura una lepre. Nel cortile con scala esterna in stile gotico catalano e a pianta quadrata sono conservati diversi reperti delle varie epoche, tra i quali sarcofagi, colonne, obelischi egizi.
 
Al tempo della dominazione aragonese nel cortile venivano giustiziati i prigionieri. Alcune sale interne del castello, come il salone del lato ovest presentano testimonianze di architettura duecentesca. Il monumento Federiciano è sede del Museo Civico e custodisce testimonianze della storia e della produzione artistica catanese. Si tratta di reperti provenienti dalle collezioni dei Benedettini, del barone Zappalà Asmundo e del Principe di Biscari.
 
Tra le opere esposte la più interessante dal punto di vista artistico è la ‘Madonna ed il bambino’ di Antonello de Saliba: l’opera faceva parte di un polittico smembrato custodito nella chiesa di Santa Maria del Gesù. Un’altra tavola nota, risalente al 1536,  con San Onofrio del Bernazzano, pittore della cerchia di Cesare da Sesto. Del pittore Bernardino Niger, dipinto ad olio su tavola ‘San Giacomo’. Altre opere sono la ‘Madonna col bambino’ della bottega di Lorenzo Credi e ‘L’ultima Cena’ dello spagnolo Luis de Morales. Vi è poi una grande tela ‘Melanconia’ della cerchia di Domenico Fetti. Tra le opere custodite si trovano l’Allegoria della musica di Domenico Travi, l’Estasi di Santa Caterina di Francesco Cairo e il Cristo alla colonna di Mario Minniti. Tra le opere del XVII e XVIII secolo di rilievo sono la Morte di Catone del pittore fiammingo Matthias Stormer. Sono inoltre presenti San Cristoforo e San Giovanni Battista dell’artista Pietro Novelli. Il museo custodisce alcune opere di pittori catanesi del XIX secolo: opere di Rapisardi e il celebre ‘Paesaggio con L’Etna’, opera del maggiore pittore catanese dell’Ottocento Giuseppe Sciuti.
 
Al piano terra, la Sala duecentesca, ospita sculture di epoca greca e romana: un Torso dell’imperatore parte di una grande statua romana, un Torso di Eracle, una Testa efebica e un’Afrodite ricomposta con pezzi originali; una Testa di Giove barbata di tipo attico, una Testa di Meleagro, copia romana della celebre statua attribuita a Scopas, una Testa di Alessandro il Macedone. È conservato anche un rilievo ellenistico rappresentante Polifemo accecato da Ulisse. Le collezioni del museo contano inoltre vasi corinzi e attici. Altre collezioni sono quelle di numismatica e di stampe del XVIII secolo. Sono anche esposti i progetti di Stefano Ittar e vedute di Catania in incisioni dal Cinquecento all’Ottocento. Notevole anche la collezione di presepi del XVIII secolo. 
 

indirizzi e Recapiti

Piazza Federico di Sveva
95121 CATANIA (Catania)

Share

Articoli Correlati